
“La libertà di orientamento sessuale è una grande questione della democrazia e della civiltà nel nostro Paese e la Toscana, in occasione del Pride, ribadisce il suo impegno per l’affermazione dei diritti e il rispetto di tutte e di tutti”, dichiara il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “La marea arcobaleno che si ritroverà a Lucca – conclude saprà anche quest’anno lanciare un forte messaggio per chiedere una società aperta, senza pregiudizi e discriminazioni”.
Se voi domandate una cività senza discriminazioni e pregiudizi, magari dovreste farlo senza normalizzare l’anormale, senza includere l’oscenità che sempre si vede ai gay pride.
Ormai vogliono educare i nostri figli al posto nostro facendoli accettare un mondo sgrammaticato pure dal punto di vista culturale.
“La sessualità deve essere libera ma nessuno deve prevaricare sugli altri”
Anche questa frase è simbolo di ignoranza, ci si arrende per metà al nemico, non si ha una precisa posizione sull’argomento.
L’indifferenza è l’arma principale dell’ignoranza e su questo non ci sono dubbi.
Ricordo poi a tutti i lettori di questo articolo che se sentiamo il bisogno “Normalizzare” qualcosa, significa che non è mai stata normale nel resto della storia, e se non è mai stato normalizzare vuol dire che è controproducente allo sviluppo della nostra civiltà stessa.
L’adeguamento all’oscenità in pubblico, i drag show negli asili e scuole primarie in America, la distruzione dell’identità scaturita dal nome “Madre” e “Padre”, si chiama distruzione del buon senso.
Se la nostra morale generale va contro a un certo tipo di provocazione o di comportamento, significa che siamo abituati a standard più alti che ci fanno ripudiare delle certe tematiche. Detto in modo molto schietto: Siamo superiori a livello intellettuale.
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